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LA SCUOLA DI FELICE CASORATI E ANDREA CEFALY


Guerrisi, che ha modo di vedere e lodare le opere veriste del, lo convince a seguirlo a Torino nella primavera del 1927 per proseguire la sua ricerca in una direzione più aggiornata.

Lo scultore lo indirizza verso Felice Casorati, principale alfiere a Torino della pittura antiaccademica, e artista ormai di fama crescente.

Casorati avendo apprezzato il lavoro del pittore calabrese, lo accoglie nella sua élitaria “Scuola Libera di Pittura”, che ha sede nelle austere stanze bianche, grigie e azzurre di un vasto appartamento al primo piano di via Bernardino Galliari 33.

L’avventura torinese di Cefaly dura solo fino al febbraio del 1928 (perché a causa della morte del padre dovrà ritornare in Calabria) ma questa esperienza ha segnato una svolta fondamentale nella sua concezione artistica, anche se poi, nel dopoguerra, la sua pittura prenderà direzioni diverse.

Nonostante la brevità della sua permanenza, Cefaly entra subito in sintonia con lo spirito e gli insegnamenti rigorosi della scuola.

Espone con tutta probabilità alla prima mostra degli allievi che si tiene nell’autunno 1928 nella

sede di via Galliari. E soprattutto, viene invitato dal maestro a partecipare alla prima esposizione “in trasferta” della sua scuola, che si tiene nell’importante Galleria Milano a Milano (1-15 febbraio 1929): la “Mostra dei pittori Felice Casorati, Silvio Avondo, Mario Bionda, Sergio Bonfantini, Nella Marchesini, Daphne Maugham, Marisa Mori, Andrea Cefaly”.

I sette allievi sono stati scelti, come scrive nella presentazione in catalogo Giacomo Debenedetti, “tra quelli della sua scuola che erano in grado di presentare una produzione più abbondante, finita e conclusiva”. Nel caso di Cefaly le opere esposte sono selezionate tra quelle che lui aveva lasciato a Torino, forse in previsione di un ritorno che non avvenne più. Sue opere saranno ancora presentate in successive esposizioni degli allievi nel 1929 (alla I Sindacale Piemontese e probabilmente alla mostra di fine anno nella scuola), a testimoniare la perdurante stima del maestro. Così termina il rapporto con la scuola, ma l’ammirazione per Casorati rimarrà sempre intatta e l’influenza del suo insegnamento continuerà ad avere il suo peso e a riaffiorare, di quando in quando, anche nelle ricerche successive.

E per questo motivo che appare culturalmente più che motivato il non facile impegno, da parte della Fondazione Cefaly di organizzare a Catanzaro questa esposizione che cerca di mettere a fuoco con precisa attenzione il “casoratismo” del pittore di Cortale, confrontando e facendo dialogare i suoi quadri di quegli anni con una abbastanza ampia selezione di quadri e disegni degli altri allievi, e anche con una esemplare serie di magnifici disegni del maestro del periodo.

In questo modo, si è tentato di documentare, con molti limiti ma con sufficiente correttezza storica, la scena artistica di quella ormai quasi mitica “Scuola libera di pittura”. Scuola che, dopo la prima fase nelle studio dell’artista di via Mazzini 52 (dove dal 1921 al 1926 vanno “a bottega” alcuni giovani a iniziare da Nella Marchesini e Silvio Avondo), si struttura in forma più ufficiale nei locali di via Galliari , accogliendo un numero crescente di iscritti, con un’attività didattica e espositiva che termina verso il 1932.

In mostra sono esposte, oltre a quelle di Cefaly, opere di altri undici allievi. Salvo qualche assenza (Mario Bionda, Elena Salvaneschi, Andreina Baj), sono tutti i principali personaggi che, più o meno a lungo, hanno frequentato la scuola:

Nella Marchesini, Silvio Avondo, Daphne Maugham, Marisa Mori, Ida Donati, Paola Levi Montalcini, Giorgina Lattes, Albino Galvano, Lalla Romano, Riccardo Chicco, Sergio Bonfantini e Tina Mennyey.

Catalogo edito da Rubbettino a cura di Francesco Poli e Veronica Cavallaro


LA MOSTRA
Dove: A Catanzaro presso il Complesso Monumentale del San Giovanni
Date: dal 27 ottobre 2017 al 26 novembre 2017
Orari: 10:00 / 12:30 – 16:00 / 19:30
Chiusura settimanale: Lunedì






TARIFFE BIGLIETTI

- Intero € 3,00
- Gratuito:
Da 0 a 5 anni
Portatori di handicap + Accompagnatore.
Giornalisti con tesserino ODG.
Guide turistiche munite di tesserino di abilitazione in attività professionale.
Capigruppo (per gruppi min. 15 – max 20 persone). 1 insegnante ogni 10 studenti.